Uva e Vendemmia

Dalla cura delle viti, alla vendemmia dell’uva: i passaggi che trasformano l'uva nel vino che possiamo gustare a casa

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La vendemmia è uno dei momenti più attesi non solo per gli enologi, ma anche dai contadini che - dopo un anno di attenzioni - possono finalmente raccogliere i frutti del proprio lavoro.

Anche se, in generale, avviene quasi sempre a settembre, è opportuno tenere presente che la data di inizio non solo viene stabilita di anno in anno - a secondo della stagione trascorsa e dello stato di maturazione delle uve - ma che può variare a seconda seconda del vigneto con il quale si lavora.

In via preliminare è anche fondamentale tenere presente che non solo le uve destinate alla vendemmia non hanno un sapore adatto al consumo da tavola, ma che i grappoli atti alla produzione del vino vengono raccolti in momenti diversi dell’anno. Il periodo di raccolta dell’uva può estendersi dall’inizio di settembre alla fine di novembre quando vengono realizzati i passiti.

Cosa succede prima della vendemmia

Considerare la vendemmia solo per il processo di vinificazione, significherebbe dimenticare tutto il lavoro che si trova alle spalle: si tratta di studi che portano a considerare non solo la natura delle diverse uve, ma anche la loro necessità di trarre sostanze nutritive da un determinato tipo di terreno e giovarsi di un certo ambiente circostante (di cui esposizione al sole e precipitazioni sono le componenti fondamentali).

Una volta scelta la collocazione migliore per la pianta, il contadino deve occuparsi della potatura della vigna che avviene in una prima fase invernale - durante la quale se ne determina la forma di allevamento della vite - mentre quella estiva è mirata a favorirne lo sviluppo vegetativo.

La Vendemmia

La vendemmia è uno dei rituali più antichi praticati dall’uomo: vissuto come momento di grande gioia in passato ha ben presto assunto un valore sociale dal momento che favoriva il rinsaldamento dei legami con il territorio. 

Esistono ancora oggi due tipologie di raccolta:

  • Raccolta meccanizzata: la vendemmia avviene grazie all’ausilio di macchine vendemmiatrici che raccolgono i grappoli scuotendo sia orizzontalmente che verticalmente la pianta. I risultati sono quantitativamente più soddisfacenti e i tempi di produzione sono decisamente più modici.
  • Raccolta a mano: anche se si tratta di un metodo più antico, questo garantisce un rispetto maggiore della pianta che è danneggiata in maniera più ridotta. Al giorno d’oggi viene utilizzata soprattutto per produzioni particolarmente raffinate come gli spumanti o gli champagne gran selezione.

 

Anche se non esiste una risposta univoca alla domanda “Come si fa il vino”, è possibile stilare una piccola lista di regole d’oro per la vendemmia perfetta: la prima è sicuramente quella di non cogliere le uve ancora bagnate dal momento che potrebbe favorire la creazione di condensa e una fermentazione precoce quando i grappoli sono ancora nelle cassette. Per la medesima ragione viene consigliato di procedere con la vendemmia nelle ore più fresche del giorno: in questo modo, oltre a salvaguardare la qualità del prodotto finito, sarà possibile tutelare i raccoglitori. Infine è opportuno non far trascorrere troppo tempo tra la raccolta e l’inizio della produzione poiché gli acini potrebbero danneggiarsi.

La fase successiva alla raccolta è la pigiatura durante la quale l’uva viene posta nella pigiadiraspatrice, un macchinario che consente la separazione del mosto (il prodotto finale) dalle scorie prodotte quali le bucce, raspi e vinaccioli. Successivamente il mosto viene sottoposto a fermentazione alcolica che può avvenire in fermentatori di acciaio inox o, nei casi più pregiati, in botti di Rovere; il tempo che il vino può riposare varia da 1 giorno a 1 settimana nel caso dei fermentatori in acciaio, mentre da 7 a 20 giorni per le botti in legno, a seconda del grado di componente zuccherina che si desidera ottenere nel prodotto finale.

Si passa alla fase della vinificazione che varia in maniera sensibile a seconda che si voglia produrre un vino rosso, piuttosto che bianco o champagne. L’ultima fase della produzione del vino è l’imbottigliamento: si tratta della fase più delicata dell’intero processo dal momento che è difficile controllare i processi che avvengono al proprio interno. Inoltre, come suggerisce la tradizione popolare, il momento ideale per procedere a questa fase viene dettato dalle fasi lunari:la luna piena è considerata favorevole ad ogni tipo di vino, mentre la luna nuova è deleteria in assoluto; al contrario il primo quarto è perfetto per i vini frizzanti mentre l’ultimo quarto per quelli da invecchiamento.

Per completare in maniera fruttuosa l’imbottigliamento è fondamentale procurarsi tutti gli strumenti adatti: dalle damigiane, ai disinfettanti per assicurarsi che il vino non entri in contatto con batteri che potrebbero alterare il sapore e infine gli oggetti atti al travaso (cannula aspiratrice nota anche come succhiarolo e tappi).

Alla fine del processo potrai trovare negli scaffali dei supermercati o nei negozi online il vino novello a partire dai mesi successivi all’imbottigliamento, mentre - per quelli che necessitano di invecchiamento - potrai godere del loro vasto assortimento nei mesi e anni a venire.

Il periodo di raccolta dell’uva può estendersi dall’inizio di settembre alla fine di novembre quando vengono realizzati i passiti.

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